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venerdì, 02 gennaio 2009

Un contributo all'Allevologia




Sull'Acaro Ascolano, ormai, esiste fior di letteratura meritevole online, tutta tesa a smontarne la portata socioculturale e semmai ad analizzarne quella fenomenica. Faccio un breve riepilogo dei primi che mi vengono in mente:

- Betty Moore analizza brillantemente la farlocchitudine estrema del personaggio e la sua psicologia di sfigato inside ([1], [2], [3]);

- Freddy Nietsche fa qualcosa di simile;

- Il Brvllo ci spiega perché e percome la sua recente investitura pubblica, cioè suonare in senato, sia una cosa abominevole e dannosa;

- I Nasoni ci illustrano l'esatta natura e la scena d'appartenenza dello squallido figuro con un fumetto strepitoso;

- Valvola Mitrale lo piglia per il culo a ufo con immagini spettacolo.

Capirete bene che, con questa copiosa messe di contributi, è difficile dire ancora qualcosa di non ridondante nè superfluo. Siccome però ho detto che qualcosa l'avrei detto, eccomi qui che via il dente via il dolore. Ebbene, c'é un punto della fenomenologia alleviana che non è stato ancora preso molto in esame: e cioè che l'Acaro punta sempre il dito contro la musica del '900 astrusa e incomprensibile cui lui si opporrebbe scatenando un nuovo rinascimento fatto di musica comprensibile a tutti ma geniale, la genialità della semplicità che tocca i cuori e sbroc sbroc sbroc. Questo cretinissimo ritornello, ripetuto dall'Acaro ogni tre per due, ha funzionato davvero bene, visto che un sacco di gente ci crede, e per tre diversi motivi.

Il primo è il tipo di educazione che si riceve in Italia, musicale in particolare. Non siamo ancora usciti dall'800, purtroppo. La musica o è merda popolana o è aurea mvsica classyca. La seconda è fatta di ponderose opere di genio cui è possibile avvicinarsi solo dopo anni di apprendistato in ginocchio sui ceci con le ceneri in testa, senza proferire verbo, sempre a capo chino in muta contemplazione. Timore reverenziale e consapevolezza che non ci potrà esser nulla di pari, zitti e mosca. In maniera esplicita o implicita, è un pensiero tanto antiquato e putrido quanto diffuso.

Il secondo discende direttamente dal primo: se per qualsiasi cosa con due archi e mezzo pianoforte scatta un sacro timore reverenziale non sono degno non sono degno siamo cacchette (v. "Fusi di Testa"), quando uno si ritrova ad apprezzare senza sforzo musica per il piano si sente quasi elevare ad un livello superiore - finalmente quella roba la capisco anch'io! E' il pianoforte che legittima o meno. Del resto lo si capisce dal fatto che opere di Zappa come "The Grand Wazoo" o "Burnt Weeny Sandwich", di grandissima complessità sonora e strutturale, vengono declassate ad un livello inferiore perché utilizzano strumenti rock e quindi non avrebbero sufficiente purezza nè conformità al canone dell'eufonia europea (con cui non hanno niente a che spartire).

Il terzo è l'arbitraria riduzione a trito luogo comune della musica classica del '900, la "musica colta" di oggi, contemporanea se preferite. Il luogo comune è che sia tutto un casino incomprensibile fatto di suoni insensati accatastati a cazzo con spocchia e presunzione. Cioè, secondo la vulgata propagandata dall'Acaro, nel '900 ci sono solo ed esclusivamente dodecafonia, serialismo, musica aleatoria, e basta, questa roba astrusa e merdosa così lontana dall'uomo della strada, poveraccio, che per forza si rifugia in Britney Spears, ma poi ci penso io Allevi a salvarlo con la mia Nuova Mvsica Classyca Contemporanea. Mi dispiace, Acaro, non funziona così.


La vera verità



Proprio sul terzo punto voglio insistere. Limitando lo sguardo all'ambito della "musica colta", appare evidente la malafede dell'Acaro: se è vero che si è diplomato in conservatorio, allora conoscerà di sicuro compositori del '900 come Stravinskij, Gershwin, Copland etc. che hanno composto grande musica colta perfettamente ascoltabile anche dai non iniziati. Certo, ci vuole la volontà, ok, ma questo è scontato. Ora diamo l'ultima spallata all'Acaro e alla sua rivoltante contraffazione musicata indicando alcuni compositori del secolo appena trascorso che potete facilmente reperire, ascoltare, apprezzare, per comprendere la differenza fra uno sgommotrone velleitario per velleitari e dei musicisti. Per inciso, Ludovico Einaudi viene spesso avvicinato all'Acaro, e a ragione: è un cialtrone pure lui.

Igor Stravinskij: il grande musicista russo è uno degli emblemi della musica novecentesca. I balletti "Petrouschka", "L'Uccello di Fuoco", il detonante e dionisiaco "La Sagra della Primavera" (una delle composizioni più rappresentative del secolo appena trascorso), le rielaborazioni jazzistiche di "Ragtime", "Ebony Concerto", "Storia di un Soldato", la suite "Pulcinella". Arrivò ad utilizzare i principi della dodecafonia quando ormai non erano più una novità, con risultati parecchio originali, come i "Movimenti" per piano e orchestra. Ai fini del post, però, sono più adatte tutte le cose citate prima.

Aaron Copland: uno dei padri della musica contemporanea americana, Copland è famoso da un lato per l'austera musica composta come commentario alle fatiche del New Deal (vedi le Variazioni per Piano), dall'altro per lo stile vivace, pungente, brioso, intriso di folk americano, che caratterizza le sue suite e i suoi balletti. "Rodeo", "Billy The Kid", "Appalachian Spring", "El Salon Mexico", "The Red Pony", la splendida terza sinfonia (che comprende la famosissima "Fanfare For The Common Man") riflettono la volontà di Copland di creare una musica che fosse autenticamente nuova, americana: musica che qualsiasi americano potesse immediatamente recepire come propria senza mediazioni intellettuali e cazzemmazzi. Ci riuscì, naturalmente (sintetizzando ricerca e populismo in maniera incomprensibile per il Cacciari di turno), e solo per questo l'Acaro viene miseramente ignudato e coperto di pece & piume.

George Gershwin: la figura di Gershwin è davvero singolare, perché si tratta di uno dei casi rarissimi di artista al confine, fra la composizione "seria" e "la canzone". Gershwin scrive musica sinfonica e opere, lascia il suo marchio indelebile grazie a pagine splendide come "Rapsodia In Blue", "Un Americano a Parigi", il concerto per piano, "Porgy And Bess" (l'unica opera che mi piace), e contemporaneamente scrisse canzoni come "The Man I Love", "I Got Rhythm", "Embracable You" etc. che lo spararono dritto nel G.A.S., di fatto conferendogli una doppia cittadinanza. Gershwin, con la sua straordinaria opera di sintesi e riinvenzione, influenzerà in maniera pesante ed ecumenica la musica "popolare" e "colta" a seguire. L'Acaro Ascolano prenda nota.

Leonard Bernstein: allievo, fra gli altri, del summenzionato Copland, il grande e famosissimo direttore d'orchestra fu anche un compositore strepitoso le cui opere sono oggetto di continuo studio e riscoperta (più che altro da noi provincialoni). La colonna sonora di "Fronte del Porto", le tre sinfonie (la mia preferita è la "Age Of Anxiety", la seconda), le opere "Candide" e "Trouble In Tahiti" (divertentissime e vivaci), il balletto "Fancy Free", i Preludi, Fughe e Riff per orchestra e complesso jazz ci danno l'esatta statura di questo straordinario artista. Ci sono anche "West Side Story" e "On The Town", appartenenti alla vituperata (più che altro da noi provincialoni) categoria del musical, naturalmente. E il primo è un assoluto capolavoro.

Maurice Ravel: ultimo impressionista, primo moderno (mi garba buttarla così, toh), Ravel rinnovò non poco il parco coloristico e strumentistico (quasi di conseguenza) dell'orchestra. Amante del jazz e delle musiche del nuovo mondo, fu felice di lasciarsi influenzare da queste ultime. Il celeberrimo "Bolero", i preludi per piano, il quartetto d'archi, il concerto per mano sinistra (del piano) e orchestra, La Valse per es. sono tutti pezzi di musica contemporanea spettacolo bombabbestia che chiunque può prendere e apprezzare alla faccia dell'Acaro.


In conclusione?
In conclusione, l'Acaro è un musicista di merda che sfrutta abilmente alcuni luoghi comuni e una generica ignoranza (o disinteresse) della gente per spacciarsi per quel che non è - un musicista innovativo ma orecchiabile che recupera "un'inedita sensibilità europea". A parte che come si fa a recuperare qualcosa di inedito, l'Acaro può solo stare zitto. Se qualcuno volesse avvicinarsi alla musica "colta" del '900, ho fatto qualche nome e qualche titolo pescando fra quel che mi piace e che si trova con estrema facilità in ogni negozio mediamente fornito, anche in pregevoli edizioni Naxos a prezzi stracciati. E non ho parlato di Mark-Anthony Turnage, quarantenne bravissimo compositore inglese, solo perché ora non ho più voglia.

Spero di aver fatto qualcosa di costrvttivo e di aver contribuito in qualche modo allo stracciamento dell'Acaro.

Postato da: idiotaignorante a 17:53 | link | commenti (23) |
musica, decrittazione np-completa


Commenti
#1   02 Gennaio 2009 - 19:23
 
Aggiungo alla lista Keith Jarrett che scoreggia e rutta mentre suona e lo fa con grande stile, poi quando si rompe il cazzo manda a fare in culo il pubblico (italiano in special modo), passa alla cassa e se ne torna a casa... L'acaro se scoreggia lo fa a tradimento e silenziosamente, da vero cialtrone...
utente anonimo

#2   02 Gennaio 2009 - 20:08
 
Milano100, 2 gennaio 2054.
Me dispiass ma sun minga d'accord! Né con Lei, Gentile Signora, nè con lo stuolo di criceti che verranno qui ad applaudirLa e a sbroc-sbroccare contra el pover Giuanìn Allèvv bonamima.
Io ho sentito con questo mio orecchio qui (lo sto indicando con l'indice della sinistra mentre sto usando il destro per digitare) e l'ho sentito nell'insolito ed entusiasmante debutto al Grande di Brescia del Festival Pianistico Internazionale “Giuanìn Allèvv” (giunto quest’anno alla 45 edizione), con l’Orchestra Filarmonica di Monte Carlo diretta da John Axelrod ed il geniale Fazil Say al clavicembalo e alla spinetta.
Insolito perché il programma prevedeva l’esecuzione di opere degli anni 40-50 composte dagli americani Samuel Barber, Leonard Bernstein, Duke Ellington e George Gershwin in un tripudio di swing, jazz e modernità che raramente è dato di sentire in un Festival consacrato all’esecuzione dei classici. In un crescendo di emozioni l’orchestra, splendidamente trascinata da un entusiasta Axelrod, ha coinvolto il pubblico in un clima che a tratti ricordava le scintillanti ball-room dell’America di Radio City Music-Hall e dei film di hollywoodiana memoria. Musica ma anche molto cinema nel programma, e non poteva essere altrimenti visto il legame tra Bernstein e la settima arte (West Side Story), a partire dalla seconda Sinfonia “The age of Anxiety” proposta ieri sera. La composizione è la trasposizione musicale dell’omonima opera di Wystan Hugh (autore della poesia “Funeral Blues” citata nell’ Attimo Fuggente e in Quattro matrimoni e un funerale) che affronta le tematiche esistenziali di quattro individui solitari, tre uomini e una donna, di notte in un bar della terza strada della New York del 1939 che cercano disperatamente la via per comunicare tra loro. Fazil Say regala estro e maestria negli assoli al suo scintillante trangoluccio dialogando con lo strumento e l’orchestra perfettamente a suo agio tra i ritmi jazz della composizione.
Entusiasmante il secondo tempo che si apre al ritmo di “Black Brown and Beige” di Duke Ellington per concludersi con un’esecuzione strepitosa della “Rapsodia in Blu” di Gershwin (incipit di “Manhattan” di Woody Allen) in cui il dialogo tra Fazil, Axelrod e l’orchestra travalica la musica per diventare divertiti scambi di sguardi, cortesie e incoraggiamenti in un clima giocoso che coinvolge tutti conquistando l’applauso scrosciante del pubblico.
Gran finale con “Summertime” nella personalissima interpretazione di Fazil Say che si diverte a canticchiare la melodia, e l’orchestra di Monte Carlo che al grido di “Mambo” si congeda dagli spettatori entusiasti, tranne i pochissimi rosiconi che, per venire a sbroc-sbroccolare qui da Lei, hanno perso l'occasiùn della loro vita.
Ma sia Zitta, stia.
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#3   02 Gennaio 2009 - 20:27
 
ottimissimo, ne approfitto per segnalare l'opera di percy grainger, un tipo simpatico* che ha tentato di innovare la musica da banda introducendo elementi di atonalità e dissonanza. personalmente consiglio la children's march 'over the hill and far away' e lincolnshire posy

*white supremacist and enthusiastic sado-masochist, per dire
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#4   03 Gennaio 2009 - 07:08
 
ah! finalmente! ecco. I&I non ha... come si dice?... le aspettative. ci voleva. ecco.

astrosio
utente anonimo

#5   03 Gennaio 2009 - 12:31
 
Quellochenonho: sei inquietante. Cioe' vorresti implicare suggerire etc etc che grazie ad Allevi verranno fatti concert simili?!?
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#6   03 Gennaio 2009 - 14:13
 
Ottimo postz. A proposito di musica novecentesca Jazz eccetera... hai sentito che la crisi economica ha fatto abbassarre dibbbbbrutto i prezzi per il turismo a Nuova Yorke?
Come esempio il TG usava i locali Jazz storici della città, che ora sono accessibili anche ai comuni mortali (leggasi "turisti con le pezze al culo"). Non so cosa darei per entrarci e sentire quel pathos che si vede nei filmz.

Ale O.

PS
Posso chiedere il nome della giovine fanciulla a sinistra nella foto del post precedente?
utente anonimo

#7   03 Gennaio 2009 - 14:23
 
Ale: mi piacerebbe tanto tornare a NY, spero di farcela fra meno di qualche eone, tra l'altro c'e' il volo da Pisa ormai. La giovine è Denise Milani.
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#8   03 Gennaio 2009 - 15:53
 
macchè, macchè
quando vengo qui faccio solo esercitazioni di nonsense (però quando metti le tettone mi riesce meglio)
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#9   04 Gennaio 2009 - 00:12
 
...l'acaro ascolano... :D

Cmq a me 'sto tipo ha proprio rotto le pelotas... e anche se il tuo post è ovviamente contro corrente oltre che originale e intelligentissimo, in generale mi sono un po' rotta di sentir/leggere parlare di lui per ogni dove :D

Buon 2009 ormai iniziato!!!
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#10   04 Gennaio 2009 - 01:49
 
Hai fatto qualcosa di costruttivo, indeed. Adesso vado a trovarmi un po' di Aaron Copland.
utente anonimo

#11   05 Gennaio 2009 - 04:24
 
Complimenti per il bignami del 900! A me la cultura accademica del conservatorio 800esco fa così cagare che nella polemica Allevi-Muti quasi tifavo il primo. Poi mi sono ripigliato e ho pensato che nel gioco della torre, dovendo scegliere se gettare Allevi o Muti, mi getterei io e farei saltare la torre con una tattica da 2 megatoni, roba leggera.
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#12   05 Gennaio 2009 - 09:01
 
Ciao!
Ti rompo di nuovo perché come già detto ormai si parla dell'Acaro per ogni dove, quindi se pure uno volesse evitarlo (come nel mio caso) pare sia impossibile.

Ebbene, ho saputo da fonte credo attendibile ma che specifico di non aver verificato, che Allevi ha suonato nella band di Jovanotti, del quale adesso parla malissimo.
In pratica, secondo quanto mi è stato raccontato (ma ripeto che non ho approfondito), Allevi accusa Yo di essere stato un idiota a farsi scappare un musicista come lui, visto che adesso lui è un grande come dimostra il successo e bla bla bla.
Peccato che, sempre a quanto ho saputo, in realtà Yo l'abbia preso nella sua band quando nessuno se lo filava, e cosa ancor più grave, lo ha aiutato a finanziare il suo primo album...
...ora, lungi da me voler parlare bene di Jovanotti che musicalmente per me è il non plus ultra del nulla, però trovo che sia comunque di pessimo gusto parlare male di qualcuno che ti ha aiutato quando avevi bisogno. Che si chiami Lorenzo Cherubini poco importa.

Saluti :)
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#13   05 Gennaio 2009 - 11:09
 
Spronato dall'odio che manifesti verso questo tizio, sono andato su YT a documentarmi.
Di musica per pianoforte non ne conosco molta, soprattutto classica. di musica colta non so proprio un cazzo, ascolto giusto un po' di opera che comunque c'entra poco.
Bene, dopo aver ascoltato 3 esecuzioni ho pensato che nonostante l'acaro abbia una certa abilità tecnica, come compositore faccia proprio cagare i sassi, che sono sordi.
Ho il dubbio di essere stato condizionato da te o che il mio giudizio sia dovuto alla mia ignoranza, ma di due cose sono sicuro:
1. la sua musica non mi ha trasmesso alcuna emozione. e mi sembra pure tutta uguale a se stessa.
2. come persona è una merda.
Schifosamente egocentrico, pieno di sè, superbo...

v1
utente anonimo

#14   05 Gennaio 2009 - 11:15
 
ah, giusto per verificare se capisco qualcosa di piano forte, tu che ne sai, prova ad ascoltare l'album Intersections di Bruce Hornsby.
a me sembra sembra un grande
utente anonimo

#15   05 Gennaio 2009 - 11:52
 
Giovanni Allevi non esiste.
In realtà è Niccolò Fabi riciclato.

Denise Milani
utente anonimo

#16   05 Gennaio 2009 - 14:22
 
ho trovato una sua seguace!

http://it.youtube.com/watch?v=EdoOrKFZbDQ

ma almeno questa è bella da vedere...

v1
utente anonimo

#17   06 Gennaio 2009 - 01:20
 
Cazzo, ma ne sai un casino. Ma te dovevi fare il laureato dottorando universitario invece che spalare la merda e il vomito di stronzimerdaculo.
Adesso butto via tutti i miei dischi di giovanni allievi, così impari a rendere il blog moderato, bruttaccia facciaccia di stronzomerdaculo nel cristo.
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#18   07 Gennaio 2009 - 09:57
 
I.I., la paginazione del blorbs è a donnine di facili costumi. In pratica vedo la colonnina di sinistra e alla fine della colonnina di sinistra iniziano i post, per cui devo scrollare come un ossesso.


P.S. uso IE.
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#19   07 Gennaio 2009 - 10:07
 
Bravo, I&I, post che condivido per filo e per segno! Tra l'altro, hai letto su 'la Stampa' la polemica tra l'Acaro e Uto Ughi? Una parte della risposta dell'Acaro a Ughi sembra venire fuori dalla penna di Grillo o Travaglio! Ergo, Allevi è un coglione.
utente anonimo

#20   07 Gennaio 2009 - 12:27
 
Io voglio andare a lavorare nel Ministero delle Arti e del Karate. Dove ci si iscrive?
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#21   09 Gennaio 2009 - 14:25
 
dio cane ho un problema. si chiama asdrubale ed è mio fratello.
suona la batteria e il cazzo di piano forte. ormai il cazzo di piano forte non lo suonava quasi più da anni, ma ultimamente sta vivendo un cazzo di revival. e io soffro, perchè quel coso che si trova a 2 metri dalla porta della mia camera fa un gran casino anche quando è suonato per bene, e io devo alzare il volume dell'impianto stereo anche quando non mi va, o spegnerlo (figurati...). soffro ancora di più quando quel coso lo suona male, strimpellando e sbagliando le note. dio cane gli taglierei un dito ogni volta che sbaglia: dio puma in 10 minuti mi potrei godere un perfetto silenzio!

beh da una settimana mi tocca soffrire così tanto che ormai se mi amputano il collo non sento dolore (la parte sotto il collo chiaramente, sennò la battuta non riesce). il fatto è che mio fratello si è messo a suonare roba nuova, che non c'era nel suo repertorio classico-commerciale. melodie che sembrano musica classica, ma sembrano anche un po' troppo fastidiose...
orpellose....
irritanti........
ispiratrici... di bestemmie!

il dubbio mi aveva già colto ma solo oggi ho avuto la conferma, trovando le partiture sopra il pianoforte del cazzo.
ebbene sì!

e adesso che faccio? consigliatemi
utente anonimo

#22   10 Gennaio 2009 - 05:29
 
Mvse oltraggiate

[..] Arrivo io, buona ultima, a parlare di Giovanni Allevi. Dopo la geniale trilogia di Betty, Niccolò che lo assimila ad un artropode chiomato e fornisce un succoso compendio della Storia della Mvsica, l' esilarante vignetta dei Nasoni. Adesso, la p [..]
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#23   03 Giugno 2009 - 23:11
 
Allevi è soltanto uno dei tanti (90%) pianisti di medio livello che escono dai conservatori italiani (che rispetto a quelli stranieri fanno ridere per struttura, corsi, insegnanti ecc) e siccome oggi se non suoni come Zimerman il piano classico o come Bollani quello moderno 6 condannato a cambiare mestiere o a fare una vita da cane, ha scelto "intelligentemente" una soluzione artistica adatta a vivere dignitosamente.
Inoltre......a tutti i detrattori di Allevi vorrei chiedere:che ne pensate degli accademici insegnanti che hanno conferito ad Allevi diplomi di musica con il max dei voti??? Sono loro che lo hanno autorizzato a credere in una carriera da musicista.
utente anonimo

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