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Nome: Niccolò Carli
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But maybe you needed to be offended
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Considerazioni più o meno a cazzo, ma giustissime
Allora, ecco, è un po' che è uscito il disco nuovo dei Metallica. Io, questo disco, manco l'ho ascoltato, e il perché è presto detto: la durata dichiarata è di circa settanta minuti. Qualcuno potrebbe dirmi che insomma cosa rompo il cazzo io che mi sparo i Tool o i Neurosis come rena, eh? Oh beh, niente di che, vedete, forse quel qualcuno avrebbe pure ragione. Il fatto è che ho sentito il singolo e sono corso in bagno a cagare un intero set di pentole di ghisa piene di caldarroste in fiamme. Il singolo, di cui non ricordo bene il nome, dura circa sette minuti. Un decimo del disco, in parole povere, fa già ribrezzo ai cormorani morti di cimurro. Come inizio, non è proprio benaugurante.
Nelle varie recensioni di "Death Magnetic" in giro, per positive o negative che siano, si leggono quasi sempre paragoni con "...And Justice For All", il quarto album dei Metallica: un album caratterizzato da brani molto lunghi e complessi, da cui si deduce che "Death Magnetic" = (brani quantomeno lunghi e complessi) x (70 min.). Cosa possiamo estrapolare, ora, da questi dati? E' molto molto semplice: "Death Magnetic" è un disco di canzoni belle incasinate, di cui una già fa schifo (il singolo), un'altra fa schifo d'ufficio ("The Unforgiven part 3"), e il resto è sempre frutto del lavoro di questo stanco gruppo che non riesce a mettere insieme qualcosa di decente da millenni e gioca ora la carta del ritorno al passato.
Considerate ora che un disco degli Zeke dura, in media, venti minuti. Questo significa che il tempo necessario per ascoltare "Death Magnetic" dall'inizio alla fine potrebbe essere impiegato per ascoltare tre dischi e mezzo di fila degli Zeke. A questo punto è ovvio che la strategia più vantaggiosa per il proprio benessere psicofisico sia destinare quei benedetti settanta minuti agli Zeke.
Sulla base di queste considerazioni, non vale la pena di ascoltare un cazzo del nuovo Metallica.
